Certificazioni cruelty-free: come orientarsi?

Con ogni nostro piccolo gesto quotidiano, possiamo cambiare il mondo.

Così, anche acquistare un rossetto o un paio di scarpe, è un gesto importante: scegliere un cosmetico di una marca che non utilizza test su animali, o comprare un paio di stivaletti di un brand che non utilizza pellami ma materiali vegetali e/o sintetici ed eco-compatibili, fa bene al nostro cuore, alla nostra coerenza etica e, soprattutto, agli animali e all’ambiente.

Con i nostri acquisti, inoltre, influiamo sulle scelte imprenditoriali dei produttori e sugli investimenti futuri.

Ma come orientarsi tra le certificazioni cruelty-free?

Abbiamo cercato di raccogliere maggiori informazioni possibili, attingendo da dati di istituzioni, associazioni e siti specializzati, che qui offriamo sinteticamente.

Preliminarmente, è utile chiarire che lo “Standard del non testato” in sè non vieta l’utilizzo di ingredienti di origine animale perchè è focalizzato sul non incrementare la vivisezione, così come non vieta l’utlizzo di sostanze poco ecologiche, ed è per questo che è possibile trovare prodotti certificati “non testati” ma contenenti miele o latte  e/o ingredienti sconsigliati sotto il profilo ambientale. Sono questioni ben distinte, bisogna leggere le singole etichette e scegliere in base alle proprie esigenze.

La certifica­zione Icea, riconoscibile dal logo con il coniglietto bianco, è nata da un accordo tra l’Istituto Certifi­cazione Etica Ambientale e la LAV (Lega Anti Vivisezione). La possibilità di apporre il marchio sui prodotti viene concessa, a pagamento, alle aziende che non conducono né commissionano test sugli animali, e che non acquistano singoli ingredienti da fornitori che abbiano condotto test. Il controllo che i requisiti richiesti sia­no effettivamente soddisfatti è garantito da Lav e Icea.

Dal 2013 esiste poi anche per l’Italia la certificazione della Vegan Society,  l’organizzazione inglese fondata nel 1944 da Donald Watson, a cui si deve la nascita del termine vegan, ad indicare la filosofia basata sul rifiuto di ogni forma di sfruttamento degli animali. Questo grazie ad un accordo con il Certification Europe Italia, ente di certificazione di Novara. Il marchio della Vegan Society permette ai consumatori di tutto il mondo di riconoscere che un prodotto rispetta i requisiti definiti dalla prestigiosa organizzazione inglese. Possono essere registrati presso la Vegan Society non solo i prodotti alimentari, ma anche prodotti cosmetici, di abbigliamento, prodotti per la pulizia della casa e servizi (ristorazione, caffetteria, spettacoli).

Per sapere quali sono i pro­dotti “cruelty-free”, si può fare riferimento alla lista VIVO, che include tutti i prodotti certificati da Icea o da altri enti (NatureWatch, Buav, Vegetarian Society, Vegan Society), ovvero autocertificati dalle medesime aziende produttrici. In quest’ultimo caso, trattandosi di autocertificazione, si evidenzia che non sono previsti controlli sul campo, come avviene invece per la certificazione Icea. Il sito mette anche a disposizione un programma, di semplice  e rapida consultazione, per verificare se un prodotto rientra tra quelli testati su animali.

Il nodo delle certificazioni veg e cruelty-free è in continua evoluzione e in rapido ampliamento. Vi siamo grati se volete segnalarci aggiornamenti e ogni notizia utile!

 

Author: zappomao

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