“Per gli animali è sempre Treblinka”: uno studio a più voci

Per gli animali è sempre Treblinka - a cura di Monica Gazzola e Maria Turchetto - Mimemis edizioni

Per gli animali è sempre Treblinka – a cura di Monica Gazzola e Maria Turchetto – Mimemis edizioni

Il volume, a cura di Monica Gazzola e Maria Turchetto, edito da Mimesis, è frutto di due workshop organizzati dal CESTIDUR (Centro Studi sui Diritti Umani) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Rappresenta un contributo interdisciplinare al tema della tortura praticata sugli animali: aspetti storici, filosofici, sociologici e giuridici della questione vengono approfonditi in un intreccio di competenze diverse, mantenendo tuttavia un forte filo conduttore. Attraverso una architettura leggera di tempi, pause e stacchi, la narrazione che il libro offre si dipana dal piano da cui tutto ha origine, quello della compassione e della denuncia della tortura ai danni degli animali non umani, fino al piano di ipotesi forti su un progetto bio-politico in fase di (avanzato) sviluppo.

I contributi provengono dall’area filosofica (Adinolfi, Candiotto, Goisis, Tarca, Turchetto), giuridica (Baroncini, Del Guercio, De Vido, Gazzola, Piratti), storica (Bianchi, De Poli) antropologica (Ciminelli), psicologica (Zabonati).

Una innovazione importante, non solo formale, che riguarda il volume, è rappresentata dalla scelta delle curatrici di non organizzarlo per temi, ma di mantenere invece la polifonia del dibattito, segnando solo pause, stacchi, nel fluire degli interventi, contrassegnati da disegni di Danilo Mainardi.

Parlare della tortura sugli animali in ambito accademico ha infranto un tabù. Come ricorda nell’introduzione Lauso Zagato: “la decisione di affrontare il tema ha causato – in occasione del primo workshop – un vivace dibattito. Abbiamo preso atto di una reazione sorpresa intorno a noi, in qualche modo infastidita; né sono mancate voci di perplessità anche al nostro interno. Era corretto, prima di tutto eticamente, che un Centro Studi come il nostro dedicasse un 26 giugno ad approfondire la tematica della tortura sugli animali? Dopotutto, la seconda guerra mondiale ha messo sul palcoscenico mostri dopo la “recita” dei quali non possiamo più trovare facilmente conforto nel motto dell’aquinate cui tradizionalmente si ispiravano gli amici degli animali: “Saevitia in bruta est tirociniun crudelitatis in homines”. Hitler e Himmler hanno … decostruito, demolito dalla base l’ottimismo di S. Tommaso! Ai dubbi, espressi ed inespressi, rispondiamo con tranquillità, osservando come un Centro Studi che porta come sottotitolo “per i diritti del vivente, degli individui, delle comunità, dei popoli” ha tra i propri scopi per così dire programmatici l’approfondire il tema della tortura sugli animali non umani. Di sorprendente c’è solo la meraviglia di qualcuno. Al rimprovero di essersi occupati della violenza sugli altri animali con tutto ciò che di terribile capita agli umani in questo orrido squarcio d’apertura del millennio, rispondiamo facendo nostro il sentimento e l’atteggiamento mentale, il cuore e il cervello, della grande agitatrice sociale e maestra di vita della prima parte del XX secolo, l’unica – o comunque tra i rarissimi – rimasta saldamente tale dopo il crollo di tanti idola. Dalla cella del suo carcere in piena prima guerra mondiale – e ormai le lancette scandivano inesorabili l’avvicinarsi dell’ora finale – Rosa Luxemburg osserva, piange, commenta con forza e profondità la ferocia con cui vede la soldataglia scagliarsi, bastonandolo e piagandolo a sangue, contro un povero animale da soma (un bufalo caricato oltre l’inverosimile).” Da qui la scelta di una durezza senza infingimenti nel titolo, richiamando la radicale, e sempre attuale, espressione di Isaac Singer: “Si sono convinti che l’uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno” (La citazione è tratta dal racconto L’uomo che scriveva lettere, ed è stata poi ripresa come titolo da C. Patterson, Un’eterna Treblinka. Il massacro degli animali e l’Olocausto, Roma, Editori Riuniti, 2003).

In libreria dal 4 febbraio. Per acquistarlo via internet clicca qui. Anche su Amazon.

Author: VegFashion

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  1. “Per gli animali è sempre Treblinka”: uno studio a più voci | Libera Associazione di Idee - […] Un tema del cuore della nostra associazione finalmente ha un suo testo di riferimento, un grande ringraziamento a Monica…

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