BeMine: borse vegan made in Italy

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Bemine bags – Minipulp

Siamo felici di presentare BeMine, un nuovo marchio italiano di borse vegan,  allegre e di qualità. Quattro i modelli di base: un secchiello in due misure, una pochette e una borsa di linea classica a mano, in tanti colori e materiali diversi, per ogni stile ed ogni occasione. Le creazioni sono anche personalizzabili: partendo da uno dei quattro modelli, si può scegliere la propria combinazione di colori e tessuti, ed aggiungere borchie e frange. I materiali utilizzati – vegan lather, tessuti, sughero – sono tutti di produzione italiana, lavorati artigianalmente.

La fondatrice Maddalena Dursi, una ragazza di 31 anni dal sorriso contagioso, ci racconta come è nata l’idea e quale è stato il percorso per realizzarla. E’ una bella storia di come si può cambiare la propria vita lavorativa coltivando un proprio hobby e, insieme, raggiungere la consapevolezza su abitudini comportamentali e modificarle:

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Maddalena Dursi – Bemine

“Quella di creare borse in veg leather per rispettare l’ambiente e gli animali non è stata una scelta di partenza ma bensì un punto di arrivo. Circa tre anni fa, durante pausa caffè in ufficio, una mia cara collega sfogliando una rivista vide una bellissima borsa con delle applicazioni a forma di fiori. Le piaceva veramente molto e cosi le dissi che glie ne avrei realizzata io una uguale! Nel cercare i materiali mi ero orientata subito sulla finta pelle. La sua borsa ha attirato l’attenzione di un’altra collega e ne ho fatta un’altra uguale anche per lei. Così, amica dopo amica, tante mi chiedevano di realizzare borse in base alle loro esigenze di forme e colori. Un po’ per volta il progetto è diventato sempre più concreto e ho deciso di farlo diventare BeMine! Sono quindi partita facendo innanzitutto tanta ricerca, su ogni aspetto: marketing, tecniche di vendita, corsi di sartoria e sui materiali utilizzare, tra cui anche la vera pelle”.

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Bemine bags – Shower

Come mai hai scelto di non usare pellame animale?

“Man mano che allargavo le mie ricerche sulla produzione e sui materiali, ho approfondito anche gli aspetti legati alla filiera del pellame,  e ne ho così scoperto gli esorbitanti costi ambientali. Quello della concia è infatti un settore molto inquinante per emissione di sostanze nocive (cromo e solfati, difficili da estrarre dall’acqua tramite il processo di depurazione) e per l’elevato consumo di acqua. La concia spesso viene definita come ‘processo atto a recuperare e valorizzare un sottoprodotto dell’industria alimentare’. Ma questa affermazione contiene due contraddizioni: la prima è che molti animali non vengono uccisi per scopo alimentare ma appositamente per le loro pelli e pellicce, la seconda è che per ‘recuperare’ quello che sarebbe uno scarto si danneggia l’ambiente più che se questo scarto andasse perduto, e si rende eterno e non riciclabile un elemento che invece sarebbe biodegradabile. Una volta, parlando con una persona che lavora nel settore vera pelle, ho posto una semplice domanda: “Ma perché ami tanto la vera pelle?” e la risposta è stata agghiacciante: “Perché è viva”. Io ho aggiunto: “No mi dispiace, è stata viva”. Questo incontro mi ha fatto riflettere: davvero voglio indossare e fare indossare qualcosa che è stato di un essere vivente? Penso che ogni scelta che facciamo possa sempre evolvere e migliorare, per ora il contributo che posso dare io è questo, produrre le mie borse non utilizzando la vera pelle”.

Tutte le borse BeMine si posso acquistare on-line nel sito. E per le lettrici di VegFashion uno sconto speciale del 10%! Basta inserire al momento dell’ordine il codice VEG-FASHION/BEMINE10

Buoni acquisti!

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Bemine bags – Luigi

Author: VegFashion

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