Berlin Fashion Week 2024

In questi primi giorni di luglio nella magnifica capitale tedesca si sta svolgendo la Berlin Fashion Week.

Gli organizzatori hanno annunciato una partnership con la Copenhagen Fashion Week, che da circa un anno e mezzo ha deciso di seguire una serie di requisiti eco-compatibili contenuti in 19 regole, che includono anche standard etici e sociali relativi alla gestione aziendale.

Come abbiamo raccontato nel nostro articolo dedicato, la Copenaghen Fashion Week, svoltasi lo scorso aprile, che già aveva messo al bando le pellicce dal 2023, ha adottato una revisione del regolamento che impone a tutti i brand che vogliono sfilare il divieto di utilizzare pelli esotiche e piume esotiche a partire dal 2025.

Ora gli organizzatori di Berlino hanno deciso di seguire l’esempio. Annunciati dal Fashion Council Germany, Berlino adotterà i requisiti di sostenibilità sviluppati a Copenaghen, con l’obiettivo di accelerare le misure di sostenibilità nel settore della moda sia nel mercato nordico che in quello tedesco.

Sotto il profilo della sostenibilità, è stato stabilito per i partecipanti il divieto di distruggere i capi di abbigliamento invenduti, una pratica assai diffusa che contribuisce all’accumulo di rifiuti tessili, e l’obbligo di utilizzare almeno il 50% di tessuti sostenibili certificati,  ossia “materiali sostenibili certificati o di nuova generazione, come tessuti riciclati, riciclati o di scorte morte”, essere prodotti attraverso processi a basso impatto ambientale e consentire la tracciabilità lungo tutta la catena di fornitura. Inoltre, i brand dovranno essere in grado di garantire la durata dei loro prodotti e di comunicarla anche ai clienti.

Evidenzia Jessica Bryne di Thread come Scott Lipinski, CEO di Fashion Council Germany, abbia sottolineato l’atmosfera collaborativa di questa iniziativa: “Vogliamo dare l’esempio e avviare ulteriormente la conversazione su questo argomento per stimolare una svolta nel settore. Siamo convinti che questo non solo influenzerà le prossime collezioni, ma ispirerà anche i designer emergenti nei loro valori fondamentali.”

Già altre fashion week – tra cui Melbourne dal 2022, Helsinki dal 2019 e Stoccolma dal 2020 – hanno adottato misure simili, e sono sempre di più le griffe che hanno scelto di non utilizzare pellicce: a partire da Calvin Klein, tra i primi a scendere in campo per dire no alla real fur, e poi Armani, Vivienne Westwood, Chanel, Burberry, Balenciaga, Alexander McQueen, Valentino, Prada.

Ora speriamo che si estenda anche la scelta di non utilizzare più pelli di origine animale – non solo pelli esotiche, ma tutte le pelli. In particolare, ricordiamo che per la produzione di pelli esotiche (quali pitone, coccodrillo, lucertola), sono utilizzate pratiche tra le più terrificanti: i serpenti vengono gonfiati ancora vivi per mantenere la pelle intatta, le lucertole vengono brutalmente decapitate, i coccodrilli sono detenuti in condizioni terribili e spesso scuoiati ancora vivi. Quanto alla produzione di pelli da bovini, sappiamo come essa rappresenti una parte considerevole ed essenziale dell’industria della carne e del latte, con tutte le sofferenze connesse.

Chissà che, con uno sguardo all’ambiente e uno agli animali non umani, finalmente si arrivi ovunque e per tutti alla diffusione di una moda bella, cruelty-free e ecosostenibile!

Fonti:

https://thred.com/it/style/berlin-fashion-week-heightens-sustainability-requirements/

https://fashionweek.berlin/en/blog/single-news/berlin-fashion-week-fuehrt-die-sustainability-requirements-der-copenhagen-fashion-week-ein.html